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Child of Eden (Japan)

PlayStation 3
🇯🇵
Recensito nel
2011
82
Ad
✪ Recensito il 26 luglio 2024
76

Child of Eden è un'esperienza sensoriale unica di Tetsuya Mizuguchi, successore spirituale di Rez. Un rail shooter musicale psichedelico dove si purga un virus da un paradiso digitale. Corto ma di una bellezza mozzafiato.

Il vostro verdetto
Categoria
Ritmo 1 giocatore 7+
Descrizione
Gioco di ritmo Ubisoft con visual sinestesici ideato da Tetsuya Mizuguchi, padre di Rez. Pubblicato da Ubisoft, uscito in Europa nel giugno 2011. Rail shoot musicale in cinque zone visive, compatibilità PS Move, colonna sonora elettronica immersiva e presentazione onirica. Versione europea.

Recensione di Child of Eden

MAX
Direzione artistica
"Iconica"
MAX
Musica
"Leggendaria"
2/5
Trama
"Classico"
Sinestesia pura: forme astratte, particelle luminose e colori che pulsano al ritmo della musica compongono un viaggio sensoriale ipnotico. Immagine e suono si fondono in un'esperienza di una bellezza eterea. Questa direzione visiva, luminosa e sospesa, prolunga magistralmente l'eredità di Rez.
Gameplay
"Eccellente"
Dipendenza
"Avvincente"
Difficoltà
"Equilibrata"
Longevità
"Media"
Info tecniche
💾2 GB 📅14/06/2011
Pubblicato da Ubisoft

Prezzo, quotazione e rarità di Child of Eden (PS3)

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Interesse collezionistico

Versione giapponese di Child of Eden, sparatutto musicale sinestesico di Mizuguchi, uscita nativa un po' meno comune delle edizioni occidentali. Questa edizione attira gli appassionati di esperienze sensoriali che vogliono il gioco nella veste originale. Il suo interesse sta in questa tiratura locale e nella singolarità del titolo più che in una marcata rarità.

Vale ancora la pena giocare a Child of Eden nel 2026?

Child of Eden è meno un gioco che un'esperienza sensoriale, seguito spirituale di Rez firmato da Tetsuya Mizuguchi. Questo rail shooter musicale e psichedelico, dove si purga un paradiso digitale sincronizzando i colpi alla musica, punta alla sinestesia pura più che alla sfida. Breve e lineare, non piacerà a chi cerca contenuti, ma la sua bellezza visiva ipnotica e la sua ascesa emotiva restano avvincenti, soprattutto con buone cuffie. È una parentesi contemplativa, quasi meditativa, che non ha perso singolarità. Da vivere per l'audacia artistica, più che per la durata.

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