Il Final Fantasy III giapponese introduce il sistema dei job definitivo. Più avventuroso del II, getta le basi del futuro.
Il vostro verdetto
Categoria
RPG1 giocatore12+
Descrizione
RPG epico di Square con la maga Terra Branford che si unisce alla Resistenza contro l'Impero. Pubblicato da Square, uscito negli Stati Uniti nel 1994. Quattordici personaggi giocabili, sistema Magicite, narrativa adulta complessa, musica immortale di Uematsu. Versione americana di Final Fantasy VI, il vertice dell'RPG 16-bit.
Recensione di Final Fantasy III
MAX
Direzione artistica
★★★★★
"Iconica"
MAX
Musica
★★★★★
"Leggendaria"
MAX
Trama
★★★★★
"Magistrale"
Universo steampunk crepuscolare, scenari di una densità rara e una regia quasi teatrale: l'apice del GDR a 16 bit assume qui tutta la sua dimensione. Sprite espressivi e panorami drammatici compongono un affresco indimenticabile. Questa ambizione visiva, cupa e lirica, resta un riferimento assoluto del genere.
Vertice di Nobuo Uematsu, la partitura raggiunge cime ineguagliate, dal «Tema di Terra» all'opera cantata e al monumentale «Dancing Mad». Ogni personaggio ha il suo leitmotiv, tessendo un affresco emotivo di rara ampiezza su 16 bit. Quest'opera, spesso citata come la più bella del videogioco, resta una vetta assoluta.
Un cast corale, un giullare fattosi dio e un mondo che crolla davvero: pochi GDR hanno osato un simile ribaltamento. La scrittura, cupa e luminosa a un tempo, concede a ciascuno la propria ferita e la propria speranza. Spesso ritenuto la vetta narrativa del 2D, non ha perso nulla della sua forza tragica.
Gameplay
"Eccellente"
Divertimento
"Fin dai primi minuti"
Dipendenza
"Ossessivo"
Comporre un vasto cast, equipaggiare le magie tramite gli Esper e poi far avanzare un affresco epico intreccia un RPG di portata inebriante. Ogni eroe cela una missione, ogni città un segreto, e la libertà della seconda metà riaccende un'esplorazione senza fine. Denso e ispirato, questo vertice del genere conserva intatto il suo potere d'attrazione.
Difficoltà
"Equilibrata"
Longevità
"Enorme"
Guidare quattordici personaggi dai destini intrecciati, in una storia che si spezza in due atti opposti, garantisce un affresco lungo e fitto. Il sistema delle Magicite, che apre l'intero albero degli incantesimi a ciascuno, invita a sperimentare e rifinire senza sosta, mentre missioni secondarie, reclutamenti e boss opzionali gonfiano l'avventura. Questa ampiezza narrativa e tattica, vetta del genere, ne giustifica la fama di pietra di paragone.
Localizzazione SNES statunitense del 1994 di 'Final Fantasy VI' Square, rinumerata 'III' per il mercato USA. La Rev 1 conserva diversi bug corretti in seguito. La CIB boxed americana in scatola integra con la mappa World of Balance e manuale è uno dei graal SNES americani più cari del mercato, paragonabile a EarthBound, sostenuto dallo status canonico di FFVI e dall'estrema scarsità fisica della CIB completa autentica. I sealed graded WATA raggiungono regolarmente vette storiche.
Boss memorabili
Affresco crepuscolare, questa avventura oppone al giocatore uno degli antagonisti più memorabili del genere: Kefka, giullare nichilista incontrato di continuo, fino a una vertiginosa torre finale a tre piani. Armi supreme, esper e fasi multiple scandiscono un cammino di grande spettacolo. Il carisma del cattivo, la smisuratezza del climax e i temi operistici fanno di questi combattimenti una vetta ineguagliata.
Una copertina di culto
Su uno sfondo bianco quasi clinico spicca un disegno a tratto sottile firmato Yoshitaka Amano: Terra in sella alla sua armatura Magitek, pura eleganza grafica. La versione occidentale punta sulla sobrietà e lascia respirare illustrazione e logo. Essenziale e raffinata, stacca dalle copertine sovraccariche dell'epoca e impone un'identità d'autore.
Vale ancora la pena giocare a Final Fantasy III nel 2026?
Final Fantasy VI, all'epoca pubblicato come Final Fantasy III negli Stati Uniti, è una vetta narrativa della saga, ossia un cast vasto in cui ogni personaggio possiede un'abilità unica, e una storia che osa una rottura mondiale a metà gioco. La direzione artistica di Yoshitaka Amano, la colonna sonora di Nobuo Uematsu e la scrittura di Kefka ne fanno un classico assoluto del JRPG. Una traduzione moderna o il remake GBA sono da preferire.