Quarto capitolo Hitman e apice del franchise su PS2. Livelli sandbox aperti, IA reattiva e sistema di travestimento raggiungono il loro apice. Le possibilità di approcci creativi e la rigiocabilità sono esemplari. Un capolavoro dello stealth gaming, ancora oggi un riferimento.
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Descrizione
Vertice della trilogia classica di IO Interactive uscito nel 2006, considerato da molti il miglior Hitman su PS2. L'Agente 47 incatena tredici contratti in giro per il mondo, con un sistema di pagamento e notorietà che premia la discrezione. Livelli aperti e approcci multipli: la quintessenza del genere.
Recensione di Hitman - Blood Money
4/5
Direzione artistica
★★★★★
"Incisiva"
4/5
Musica
★★★★★
"Eccellente"
4/5
Trama
★★★★★
"Avvincente"
La direzione artistica fa della notorietà un dato visibile. Dopo un contratto raffazzonato, appare un giornale che racconta l'omicidio, pubblica un identikit ed elenca gli indizi lasciati dietro, così che la reputazione dell'Agente 47 si mostra nero su bianco. Un lavoro sporco annerisce il ritaglio, ispessisce il segnalamento, rende i testimoni più diffidenti al contratto seguente.
La colonna sonora attinge alla musica suonata dai luoghi stessi. Ogni scenario brulica di fonti sonore diegetiche: un'opera in scena, un'orchestra di matrimonio, la filodiffusione felpata di un casinò, un cantante da bar. Queste musiche d'ambiente non si accontentano di riempire, diventano strumenti: coprire uno sparo sotto una nota tenuta, regolare una morte su un crescendo, fondersi nel brusio di una festa.
Il racconto si legge come il grande libro dei conti di un sicario. Ogni contratto rende una somma, spesa in armi potenziate, tangenti ed equipaggiamenti, così che la carriera dell'Agente 47 si misura in guadagni e spese. La storia fa del denaro il filo conduttore, trasformando una serie di assassinii nella gestione fredda di un'impresa mortale.
Apice della serie stealth di IO Interactive, dove l'assassino calvo concatena contratti con notevole libertà d'approccio, lodato per i sandbox mortiferi e la regia. Ancora comune in Occidente, il suo interesse sta in questo status di riferimento dell'assassinio sandbox più che nella rarità. Un pezzo di pregio per appassionati di stealth creativo dell'era PS2.
Una morale discutibile
Pianificare l'eliminazione perfetta di un bersaglio sembra un elegante rompicapo: travestimenti, veleni, incidenti simulati e un'uscita discreta. Quasi dimentichi che lo scopo resta uccidere persone a pagamento, e che il gioco ti premia tanto più quanto più operi pulito. L'omicidio diventa un esercizio di stile, e ti applichi a riuscirlo come un bravo allievo.
Vale ancora la pena giocare a Hitman - Blood Money nel 2026?
Uscito nel 2006 su PS2, questo capitolo di IO Interactive segna l'apice della formula Hitman dell'era PS2. Il sistema di notorietà, che penalizza testimoni e telecamere, e la possibilità di mascherare ogni omicidio da incidente trasformano i livelli in veri sandbox dell'assassinio. Le mappe vaste e a più percorsi premiano osservazione, pazienza e creatività più dell'azione frontale. La colonna sonora di Jesper Kyd e l'atmosfera ovattata aggiungono classe. Alcuni controlli rigidi tradiscono l'età. Imprescindibile per chi ama lo stealth emergente.