Un action RPG in prima persona esigente e atmosferico di From Software. Controlli fermi, mondo cupo e boss imponenti. Per fan pazienti che amano il rigore.
Il vostro verdetto
Categoria
RPG d'azione1 giocatore16+
Descrizione
Il protagonista può possedere i corpi dei suoi nemici per esplorare una Tokyo futuristica e sconfiggere i demoni in questo RPG di FromSoftware. Pubblicato da Sega, uscito in Europa nell'aprile 2000. Action-RPG con sistema di possessione dei corpi, Tokyo futuristica invasa dai demoni, più corpi con abilità distinte. Versione europea.
Recensione di Maken X
4/5
Direzione artistica
★★★★★
"Incisiva"
3/5
Musica
★★★★★
"Memorabile"
3/5
Trama
★★★★★
"Solido"
Gameplay
"Solido"
Divertimento
"Piacevole"
Dipendenza
"Coinvolgente"
Difficoltà
"Difficile"
Longevità
"Media"
Info tecniche
💾0,66 GB📅19/04/2000
Pubblicato da Sega
Prezzo, quotazione e rarità di Maken X (Dreamcast)
Maken X PAL è l'unica uscita europea di Atlus action. Singolarità Atlus in occidente prima dell'era Megaten internazionale.
Una gemma nascosta
Ancora FromSoftware, ma in tutt'altro registro: un action frenetico in cui possiedi i tuoi nemici per avanzare in una Tokyo futuristica, lama in pugno. Il suo stile molto giapponese e il ritmo crudo hanno spiazzato l'Occidente. Per gli amanti dell'azione stilosa e dei mondi strani, è una gemma singolare da riportare alla luce.
Una morale discutibile
Salvare il mondo, certo, ma il metodo lascia perplessi: salti di cervello in cervello, occupando il corpo della gente per prenderne in prestito muscoli e poteri prima di volare al prossimo ospite. Lo chiamano garbatamente «brainjacking» e lo accetti senza battere ciglio, troppo impegnato a fare a pezzi il male per chiederti se quei corpi fossero d'accordo.
Vale ancora la pena giocare a Maken X nel 2026?
Azione in prima persona sviluppata da Atlus, Maken X mette nei panni di una lama sacra capace di possedere altri corpi. Il ritmo rapido, l'estetica giapponese marcata e la struttura ramificata in base agli ospiti scelti danno un'impronta unica. Il gameplay risulta rigido per gli standard odierni, ma l'audacia narrativa e la direzione artistica ne fanno una curiosità preziosa per chi ama gli esperimenti giapponesi di fine anni 90.