Rockstar reinventa i giorni di scuola a Bullworth con umorismo trattenuto e missioni secondarie sapore GTA. Jimmy Hopkins resta un protagonista saporito e l'atmosfera liceale, tra intrighi e lezioni strampalate, invecchia sorprendentemente bene.
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Categoria
Azione-avventura1 giocatore16+
Descrizione
Gioco d'azione in mondo aperto sviluppato da Rockstar Vancouver e pubblicato da Rockstar Games in Giappone nel luglio 2008. Jimmy Hopkins, un adolescente ribelle, entra nel collegio privato Bullworth Academy e deve destreggiarsi tra i vari gruppi di studenti rivali — secchioni, sportivi, snob e bulli — per imporsi. Il gioco propone combattimento corpo a corpo, missioni sociali, le stagioni dell'anno scolastico e un mondo aperto nella città di Bullworth. Versione giapponese del gioco originale Bully.
Recensione di Bully
4/5
Direzione artistica
★★★★★
"Incisiva"
4/5
Musica
★★★★★
"Eccellente"
4/5
Trama
★★★★★
"Avvincente"
Bullworth è disegnata come un modellino di scuola americana: mattoni rossi, prati rasati, palestra, dormitori e campanile, con un trattamento del colore che cambia a ogni trimestre, verdi d'autunno poi neve poi fioritura. Ogni cricca porta la sua divisa, blazer dei ricchi, giubbotti di pelle dei teppisti, camici dei secchioni, e l'appartenenza sociale si legge con un'occhiata nel cortile.
Shawn Lee scrive una colonna sonora da film d'avventura per ragazzi: chitarre surf, organi, flauti e percussioni raffazzonate che evocano tanto i serial anni Sessanta quanto la banda di una scuola. I temi cambiano secondo la cricca che ti insegue, e la scuola ha il suo inno, udito nelle assemblee, che torna deformato nei momenti in cui Jimmy vi si sente meno al suo posto.
Il racconto segue un intero anno scolastico, diviso in trimestri, e narra come un ragazzo di quindici anni conquisti una scuola mettendo le cricche l'una contro l'altra. Rockstar sposta la sua consueta satira su un terreno più tenero: il vero soggetto è l'abbandono, un patrigno che si sbarazza del ragazzo, e la lealtà trovata tra coloro che nessun altro difende.
Bully, versione giapponese dell'avventura open world di Rockstar sulle bravate di uno studente in un collegio, stampa locale di un titolo dal tono singolare. Più difficile da trovare delle edizioni occidentali, attira chi colleziona Rockstar alla fonte, nella veste giapponese. Il suo fascino sta in questa provenienza regionale più rara e nell'aura di un gioco a parte più che in una semplice disponibilità, in una nicchia di appassionati.
Una morale discutibile
Calarsi nei panni di un monello di collegio autorizza fionde, petardi e risse da cortile col pretesto di sopravvivere alla scuola. Il gioco gioca la carta della ribellione bonaria, ma gran parte delle giornate trascorre seminando il caos tra alunni e professori. Accetti questo piccolo programma di delinquenza giovanile con la complicità divertita di uno scansafatiche nostalgico.
Vale ancora la pena giocare a Bully nel 2026?
Uscito nel 2008 su Xbox 360, Bully di Rockstar trasporta la formula open world in un collegio, e quello scarto dà un gioco pieno di mordente. Impersonare Jimmy Hopkins tra lezioni da seguire, cricche da affrontare e scherzi da orchestrare resta un terreno di gioco arguto e divertente, lontano dalla violenza di Grand Theft Auto. La scrittura tagliente e la satira dell'adolescenza reggono l'avventura. Le meccaniche di combattimento e movimento sono un po' invecchiate. Ma il fascino e l'inventiva restano. Merita ancora una visita.