Descrizione
Un esploratore scende in un tempio maledetto dove luce e oscurità decidono la sopravvivenza. Pubblicato da Focus, uscito in tutto il mondo nel 2021. Stanze generate a ogni tentativo, un indicatore di corruzione da gestire, armi e reliquie combinabili, estetica azteca cupa e combattimento esigente.
Recensione di Curse of the Dead Gods
4/5
Direzione artistica
★★★★★
La barra di corruzione, che trasforma ogni bonus in una scommessa, dà a questo roguelite d'azione una firma forte. Si avanza nel buio di un tempio azteco dove la luce protegge ma rallenta, e quella tensione resta intatta. Il combattimento esige lettura e punisce la fretta, il che può scoraggiare gli impazienti. La direzione artistica cupa e l'atmosfera sono superbe: per chi ama Hades o Dead Cells e cerca qualcosa di più ruvido, mantiene tutta la sua rilevanza.
Ogni incursione nel tempio è una scommessa nervosa: avanzare nel buio o pagarne il prezzo con la corruzione che divora l'eroe. Il combattimento richiede di leggere i nemici e tempismo preciso, premiando l'audacia misurata. Quel braccio di ferro tra rischio e potere, diverso a ogni run, avvince i fan del roguelite.
Tuffarsi più e più volte in un tempio maledetto acquista senso grazie alla maledizione che cresce: più si accumula nell'oscurità, più il pericolo sale, e ogni spedizione impone di soppesare avidità e prudenza. Il combattimento esigente, le mappe rimescolate e le benedizioni da sbloccare fanno sì che una morte riacccenda subito la voglia di riprovare. Il ritmo nervoso regge la rigiocabilità. Resta che affidarsi alla sorte delle ricompense può, alla lunga, dare una sensazione di ripetizione.