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Top 50 i giochi che rompono la quarta parete

Un personaggio che ti parla, un boss che legge la tua memory card, un gioco consapevole di esserlo: rompere la quarta parete significa sorprendere dove meno te lo aspetti. Questa Top 50 riunisce i titoli retro più arguti in questo gioco. RomWize aggiunge a ciascuno il suo voto rivalutato, le versioni, la loro rarità e la loro quotazione da collezione.

"Pochi giochi hanno eroi che scherzano apertamente sul fatto di trovarsi in un videogioco: qui dèi e combattenti commentano le meccaniche, implorano un seguito e ti prendono bonariamente in giro se lasci l'azione in pausa troppo a lungo. Quel chiacchiericcio complice, tanto divertente quanto sfacciato, trasforma ogni scaramuccia in un numero comico rivolto al giocatore."

"Manovrare un buco che inghiotte tutto ciò che lo circonda potrebbe essere una semplice assurdità fisica, ma l'avventura la avvolge in un racconto birichino, narrato a posteriori, in cui i personaggi stessi commentano l'insensatezza della situazione. Il tono complice e le frecciate alla logica delirante del gioco sono più un ammicco furbo che una grande rottura, ma bastano a dare all'insieme un sapore fuori dagli schemi."

"Remake sgargiante delle disavventure dello scoiattolo sboccato, consapevole come sempre di vivere dentro un videogioco: interpella il giocatore, irride i luoghi comuni del medium, contratta con un narratore invisibile e infrange volentieri l'illusione per strappare una risata. Questo umorismo irriverente, che fa del quarto muro un terreno di gioco, conserva tutto il suo mordente."

"Fedele alle sue abitudini, l'assassino non dimentica mai di trovarsi dentro un gioco: interpella il giocatore, deride i codici del genere e trasforma menu, salvataggi e perfino schermate di transizione in terreno per gag meta. Sotto il sangue e i lustrini, questa costante consapevolezza del medium, ereditata da un autore provocatore, fa di ogni interruzione una complicità gioiosa con chi tiene il controller."

"Sconfiggere i vampiri qui significa uscire alla luce del giorno: la cartuccia ospita un sensore di luce che misura il sole vero e ricarica la tua arma solare a seconda del tempo fuori dalla finestra. Il mondo reale diventa una risorsa di gioco e dissolve il confine tra lo schermo e ciò che ti circonda. Un'idea audace, rimasta unica sulla portatile."

"Diventato presidente e scaraventato in una simulazione aliena, l'eroe si muove in un mondo che sa benissimo di essere un videogioco e ci scherza apertamente. Convenzioni dell'open world, obiettivi, cliché del genere: tutto viene ridicolizzato in un diluvio parodico che si rivolge al giocatore al di sopra della spalla del personaggio. L'eccesso compiaciuto fa di questa autoironia continua una festa anarchica indimenticabile."

"Edizione giapponese della crociata del giovane cacciatore di vampiri, ancora vincolata a un sensore che spia la vera luce del giorno. Forgiare, purificare, colpire: quasi tutto dipende dal sole che cade davvero sulla tua console, trasformando finestra e orario in veri parametri di gioco. Questa permeabilità col mondo fisico resta la sua firma più memorabile."

"Una raccolta che unisce due RPG, il più celebre dei quali tiene un asso per il finale: nei suoi ultimi istanti, l'avventura si rivolge a chi impugna la console e intreccia la tua presenza reale con il suo esito, ben oltre il destino dei personaggi. Quella svolta intima, in cui la finzione d'un tratto ti riconosce, è tra i gesti più commoventi del genere."

"Allevare questo pesce dal volto umano significa accettare un compagno che sa quando lo hai trascurato: ti saluta in base all'ora reale letta nella console, dialoga al microfono e giudica senza esitazione le tue risposte. Altro che trovata: la sua costante consapevolezza della tua presenza crea un disagio complice che ha segnato un'intera generazione."

"Affidare al giocatore la missione di salvare la stessa Sega, in piena guerra delle console: ecco una satira pienamente consapevole di essere un gioco. L'industria, gli studi e la macchina che impugni diventano la materia dell'avventura, costellata di rimandi all'azienda e alla sua stessa situazione. Questo autoritratto ludico, divertente e un po' agrodolce, non ha eguali."