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Phantasy Star (Japan)

Sega Master System
🇯🇵
Recensito nel
1987
88
Ad
✪ Recensito il 26 dicembre 2023
82

Uno dei migliori RPG della sua epoca e un pilastro fondante del genere su console. Mondo vasto, personaggi memorabili e combattimento solido. Ancora affascinante da giocare oggi, con vera anima.

Il vostro verdetto
Categoria
RPG 1 giocatore 7+
Descrizione
RPG di fantascienza in cui Alis Landale percorre i pianeti del sistema Algo per vendicare il fratello e sconfiggere il tiranno Lassic. Pubblicato da Sega, uscito in Giappone nel 1988. Esplorazione a vista dall'alto di pianeti vari, combattimenti a turni e un gruppo di eroi da reclutare. Capolavoro fondatore del JRPG di fantascienza su Master System.

Recensione di Phantasy Star

4/5
Direzione artistica
"Incisiva"
MAX
Musica
"Leggendaria"
4/5
Trama
"Avvincente"
Pioniera del GDR, la musica di Tokuhiko Uwabo tesse temi di un'atmosfera rara, dai cupi sotterranei alle città lontane. Ben oltre gli standard dell'epoca, queste melodie instaurano un autentico senso di avventura spaziale. Questa ricchezza sonora, visionaria sulla macchina, resta una pietra miliare della musica per GDR.
Gameplay
"Eccellente"
Divertimento
"Tiepido"
Difficoltà
"Difficile"
Info tecniche
💾0,31 MB 📅20/12/1987
Pubblicato da Sega

Prezzo, quotazione e rarità di Phantasy Star (Master System)

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Interesse collezionistico

Edizione giapponese originale del primissimo Phantasy Star (Sega, 20 dicembre 1987), la pressatura sorgente più antica e vero punto di partenza di una delle grandi saghe RPG di Sega. Avventura guidata dall'eroina Alis, con dungeon in pseudo-3D a scorrimento fluido e uno dei primi usi significativi di una pila di salvataggio sulla macchina. Ricercata da chi vuole l'originale giapponese alla radice della stirpe e dai collezionisti che riuniscono le edizioni regionali del primo capitolo.

Boss memorabili

Pioniere del gioco di ruolo su console, questo viaggio science-fantasy cura i suoi nemici come poche opere del suo tempo: mostri dagli sprite dettagliati e animati che emergono da sotterranei in soggettiva. Dallo stregone Lassic all'inquietante Dark Falz, ogni incontro corona una missione conquistata a fatica. La loro presenza grafica e l'aura minacciosa ne fanno pietre miliari spiccate dell'età dell'oro a 8 bit.

Una copertina di culto

Nella versione giapponese (Mark III), l'illustrazione scambia l'enfasi guerriera con un delicato tratto anime, più vicino al manga dell'epoca. Alis e i suoi compagni sono ritratti con una morbidezza nel character design che annuncia la centralità del cast nell'avventura. Questa identità grafica nipponica, elegante e colorata, distingue nettamente l'oggetto dal suo equivalente occidentale.

Vale ancora la pena giocare a Phantasy Star nel 2026?

Phantasy Star figura fra i GdR più visionari di fine anni Ottanta, e il Master System ha ereditato una versione di rara eleganza. Il mondo si estende su più pianeti, i dungeon scorrono in soggettiva animata e l'incrocio scienza-fantasia dà al gioco un'identità distinta dai coetanei nipponici. Il ritmo chiede pazienza, l'interfaccia è invecchiata e la difficoltà morde, ma scrittura, colonna sonora e coerenza dell'universo reggono. Per chi ama la storia del JRPG, una pietra miliare imprescindibile.

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